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Semiautomatico Benelli
Modello Vinci (rif. VT026)
il sistema perfetto in 3 moduli
€ 1588,00
Benelli ha ormai da tempo abituato alle sorprese e alle soluzioni rivoluzionarie, capaci di stupire e affascinare, tracciando nuove strade che poi, inevitabilmente, vengono percorse anche da altri.
Così sarà anche con il Vinci, l’ultima creazione della Casa di Urbino, che si presenta come un fucile veramente “di rottura” rispetto alla tradizione dei semiautomatici. In effetti è più semplice dire cosa non è cambiato rispetto ai modelli precedenti: la molla del’otturatore inerziale. Attorno a questa è stato progettato e realizzato un fucile completamente nuovo, ripensando in ogni parte il concetto stesso di fucile da caccia semiautomatico, a partire dall’estetica, addirittura futuristica più che moderna, disegnata seguendo i più attuali canoni dell’ergonomia e dell’efficienza. Eppure, anche se sembra una contraddizione, a ben osservare non si può non scorgere il germe della tradizione malgrado l’impiego di materiali sintetici.
E tutto, anche questo secondo tradizione Benelli, all’insegna della semplicità e della funzionalità.
Il Vinci può essere diviso idealmente – e praticamente – in tre parti principali: calcio; canna; carcassa. In maniera semplice e veloce, senza l’impiego di nessun attrezzo, nemmeno una semplice brugola, il fucile può essere scomposto in questi tre elementi secondo uno schema modulare.
Calcio: si innesta al modulo canna attraverso un sistema esclusivo di aggancio che con una parziale rotazione attraverso un incastro a filettatura vincola in maniera stabile e ferma le due parti. Un sistema di sicurezza impedisce l’uso del fucile se il calcio non è montato. La mancanza di tiranti o altri componenti all’interno del calcio stesso ha permesso di modellarlo in modo da essere estremamente confortevole e da migliorare al massimo l’imbracciabilità e l’ergonomia. Ma soprattutto ha consentito di andare ancora oltre le già eccellenti caratteristiche del sistema di riduzione del rinculo Comfortech System, qui ribattezzato Comfortech Plus. Tre diverse lunghezze di calcioli intercambiabili Air Cell e due naselli, anche questi intercambiabili, di nuovo disegno oltre ai consueti kit di variazione piega fanno si che ognuno si possa costruire il suo calcio su misura per il massimo della soddisfazione. Il nuovo calcio smorza ulteriormente rinculo, rilevamento e vibrazioni, migliorando così il comportamento del fucile allo sparo e la possibilità di doppiare il colpo.
Canna: mutuando un concetto caro alle armi rigate, la canna del Vinci non ha vincoli con la carcassa, risultando così flottante (Free-floating barrel). Decisi i vantaggi dal punto di vista balistico, il più rilevante dei quali l’assenza di modifiche rilevanti nella giustezza del tiro anche al variare di peso e velocità della carica di pallini o del proiettile. Canna flottante e strozzatori Criochoke da 7 centimetri fanno sì che la rosata sia il più possibile uniforme e che il suo centro corrisponda sempre col punto mirato. Merito anche dell’accoppiamento fisso tra canna e scatola di culatta. Unica al mondo, la canna del Vinci racchiude il nuovo ed esclusivo sistema di otturazione “Vinci Inertia System”, che quindi lavora perfettamente in linea con l’asse della canna stessa. Il sistema deriva per quanto riguarda otturatore e principio di funzionamento dal classico gruppo di otturazione Benelli con testina rotante a svincolo inerziale. Quindi le sue caratteristiche sono velocità, robustezza e versatilità di impiego, potendo sparare senza regolazione qualsiasi cartuccia con cariche di pallini tra 28 e 55 grammi.
Carcassa: terzo modulo del Vinci, questa parte riunisce gruppo scatto e alimentazione. Inoltre ospita anteriormente il tubo serbatoio. Altra novità fra le tante, questa componente, fornita standard a tre colpi (al solito ridotta a due per il mercato italiano) è disponibile anche da 5, 7 e 9 colpi ed è facilmente sostituibile semplicemente premendo un pulsante. Attenzione: il serbatoio è caricabile solo quando installato sulla carcassa, quindi non può essere precaricato all’esterno del fucile. Il classico pulsante di sgancio dell’otturatore sul Vinci è una leva bimodale sul lato destro della carcassa e ha una duplice funzione: sgancio dell’otturatore appunto, oppure, premendo solo il pulsante posteriore, svuotamento del tubo serbatoio. La parte corrispondente all’astina ha una dimensione variabile, studiata per favorire lo scorrere della mano in avanti o indietro consentendo di trovare sempre la posizione migliore e più stabile a seconda dei movimenti impressi al fucile. La carcassa, come dicevamo, contiene anche il gruppo scatto e quindi grilletto e guardia. Anche questa componente è stata ridisegnata, richiamando molto quella della carabina Argo. Anche la sicura è stata spostata e invece di trovarsi come di consueto sui semiautomaticoi alla radice del grilletto occupa ora la posizione anteriore all’interno della guardia paragriletto.
Perfino la classica valigetta portafucile è stata ridisegnata da Benelli, creando qualcosa di nuovo e originale. In dimensioni assolutamente contenute permette di trasportare i tre pezzi del fucile in modo sicuro assieme agli accessori e può perfino essere portata a tracolla agganciando una normale cinghia da fucile.
Le finiture disponibili sono una completamente nera – denominata Black Synthetic – e due varianti di Camouflage, bosco e falasco.
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