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Carabina Zastava
Modello 76 con ottica (rif. VT007)
calibro 8x57 JS (5 serbatoi)
a partire da € 900,00
Quest'arma fu la principale protagonista dell'assedio di Sarajevo durante la guerra serbo-bosniaca, periodo in cui i tiratori serbi, dislocati sulle colline circostanti Sarajevo tenevano sotto tiro la maggior parte delle strade della città. Rimase in produzione fino al 22 aprile 1999, giorno in cui tre missili BGM-109 Tomahawk rasero al suolo la fabbrica Zastava arms factory di Kragujevac durante la guerra del Kosovo, ma è in dotazione tutt'oggi alle truppe serbe. L'M76 è un'arma dalla caratteristiche uniche, e per questo è utilizzata a tutt'oggi, progettata per utilizzare un silenziatore con innesto a baionetta inserito direttamente sopra il rompifiamma e bloccato da due serie di quattro falangi.
Fondamentalmente lo Zastava M76 si ispira alla meccanica dell'AK-47 e si pone come "concorrente" del Dragunov russo. Pur utilizzando una cartuccia 7,92 × 57 mm Mauser offre prestazioni balistiche di buon livello, con una dispersione di tiro di 1,5-2 minuti d'angolo (MOA). Il castello è ricavato dal pieno, il blocco di ritegno della canna ne è parte integrante. La canna, in acciaio al carbonio, è avvitata a caldo e bloccata tramite una spina passante. La meccanica è ispirata da quella del Kalašnikov, ma progettata per il solo funzionamento in semiautomatico.
Una prima miglioria rispetto all'AK-47 sta nella presenza di un bilanciere che inibisce lo sblocco del cane nel caso in cui l'otturatore non sia completamente in chiusura. La leva della sicura lavora solo quindi su due posizioni, J (fuoco) e U (sicura), internamente ha un dente meno pronunciato dell'AK-47, non dovendo fungere anche da selettore per tiro a raffica. La molla interna del cane è del tipo a treccia e svolge anche la funzione di tenere in sede le varie spine attorno alle quali ruotano i meccanismi dello scatto. Il riarmo è affidato da un pistone a corsa lunga (come nell'AK-47) solidale all'otturatore (nel Dragunov invece si utilizza un pistone a corsa breve). L'otturatore va in chiusura tramite tre tenoni, di cui uno ha anche la funzione di guida per la rotazione. Come nell'AKM (la versione modernizzata dell'AK-47), è presente una protuberanza sopra la zona di battuta del cane, che inibisce la percussione del percussore nel caso l'otturatore non sia completamente in chiusura.
L'estrattore è di tipo ad unghia, inserito nell'otturatore, l'espulsore è invece un foglio di lamiera saldato nel castello. Un'altra innovazione consiste nel condotto di presa del gas, nel quale è presente una valvola per la regolazione della quantità di gas necessaria ad eseguire il ciclo di riarmo. Il sistema di sfogo dei gas in eccesso avviene su un foro praticato anteriormente, anziché tramite le quattro scanalature laterali dell'AK-47.
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